I liberi professionisti e la Next Generation EU

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Cosa riserva il futuro dei Liberi Professionisti?

Cosa riserva il futuro dei Liberi Professionisti?

Un piano per il futuro

Il mondo è in perdita. A più di un anno dall’avvento della pandemia che ha cambiato radicalmente le vite di tutti, la voglia di poter ritornare a vivere con normalità è tanta, così come il sentimento di rivalsa per il tempo perso e le opportunità che non si è riusciti a cogliere. La voglia di ripartire non è legata solo alle persone, ma l’intero sistema produttivo globale è consapevole che il cambiamento è dietro l’angolo. Se è vero che le crisi sono difficile da superare, è anche vero che obbligano ad un ripensamento globale degli schemi passati e sfociano verso un mondo migliore. Solo uno sforzo comune in un’unica direzione, sembra essere la carta vincente per la ripresa economica europea e mondiale: l’Unione Europea ha deciso di allocare risorse mai investite prima per migliorare la resilienza dei suoi Stati membri, per avviare una reale transizione ecologica e per rivisitare le logiche di mercato in un’ottica di economia circolare. Questo piano viene denominato Next Generation EU; a tutti gli effetti si inserisce nel Recovery Plan immaginato per l’uscita dalla crisi mondiale, ed è lo strumento pensato per stimolare la ripresa e costituirà il più ingente pacchetto di misure di sviluppo mai finanziato in Europa. Per ricostruire, dopo la pandemia di COVID-19, i finanziamenti stanziati saranno pari a 1800 miliardi di euro. L’obiettivo è un’Europa più ecologica, digitale e resiliente, capace di rispondere colpo su colpo alle sfide che la ripartenza ci lancia.

Un’opportunità unica

Tutto questo movimento è il principio di un cambio epocale di rotta. I vecchi sistemi di gestione della politica non funzionano, così come le politiche economiche risultano troppo differenti tra Stato e Stato, aumentando le differenze tra le persone invece che assottigliarle. In tutto questo fermento si intravede una grande opportunità per i i liberi professionisti che riusciranno a cavalcare il cambio di rotta: la rivista Forbes infatti cita la on demand work come la quarta rivoluzione industriale. Questo perché se prima l’accento veniva posto sul capitale a disposizione di un’azienda o del singolo, adesso vi è una maggiore attenzione sul talento, sulle competenze e sulla qualità di ciò che viene portato in gioco: volendo fare un paragone è come un giocatore di poker che, guardando il piatto vuoto, non si siede al tavolo anche se gli altri giocatori hanno molte fiches da giocare. Questo shift verso la Freelance Economy è il volano su cui molti lavoratori autonomi potranno giocare le loro carte, in quanto già avvezzi al concetto di “lavoro cercato” e non a quello di “lavoro dato”. Questo cambio di mentalità porterà moltissimi sviluppi nel modo in cui il mercato del lavoro si muove: è una grandissima opportunità per tutti coloro che si vogliono tuffare in un futuro più green, più attento alle persone e con una resilienza maggiore.

Come il Professional può gestire il cambiamento?

Tutti coloro che vogliono sviluppare un lavoro autonomo devono però farlo con le giuste armi: senza un piano d’attacco preciso e un metodo strutturato, il rischio è quello di cadere nei vecchi errori che hanno contraddistinto la curva del lavoro del libero professionista fino a oggi. Il cambio di mentalità è dunque il fulcro su cui si basa la scelta della vita libero professionale. In particolare, bisogna tenere saldi nella propria mente alcuni punti fondamentali:

  • Il primo vincolo da superare è quello di diventare un professionista come ripiego. La scelta consapevole del lavoro rappresenta il primo presupposto per il successo professionale.
  • Saper vendere sé stessi. Ogni libero professionista rappresenta se stesso come un brand unico nel suo genere.
  • Parlare di denaro e trattare i compensi con efficacia, senza l’idea che tutto ciò che è legato al denaro sia qualcosa di negativo, ma anzi imparando a dare forza alle proprie offerte in funzione del know-how
  • Imparare a gestire il tempo con efficienza ed efficacia.
  • Sfruttare positivamente l’essere liberi, in virtù della grande possibilità di movimento che un autonomo possiede.
  • Saper gestire l’incertezza nei momenti in cui le cose non vanno bene, e essere sempre pronti a ripartire da capo.
  • Ampliare le competenze necessarie ad essere un professionista di successo, sapendo cosa potenziare e in che modo, soprattutto nei momenti core in cui è richiesto un rapido adattamento.
  • Realizzare un business model e raggiungere i risultati prefissati con agilità, sapendo gestire tempo, risorse e persone nella maniera migliore possibile.

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